ASCOLTATE ED …ARROSSITE PER LORO

Il “salotto buono di LA7”, gestito dai conduttori Labate e Parenzo, la domenica può regalare delle perle, ma anche dei mattoni non facili da digerire. L’ultima, risale a domenica 13 marzo. Non vogliamo soffermarci su tutti gli ospiti. Ci basta citare chi ha definito “idiota” ogni italiano che rimane in Patria a lavorare e vivere: altri non è che l’antropologa (!) Amalia Signorelli. Interrogata da David Parenzo sulle sorti di questo Paese, la Professoressa spiega che purtroppo (sempre a suo avviso si intenda) è dagli anni ’50 del secolo scorso che i più intelligenti di questo Paese emigrano. Incalzata dal conduttore, le viene posta una domanda ben precisa: se praticamente, qui rimangano solo gli idioti. La risposta della studiosa è stata “più o meno”. E nel suo ragionamento perverso, ha spiegato che se dovessimo analizzare un contadino calabrese degli anni ’50 rimasto nella sua Regione, ed uno emigrato, senza alcun ombra di dubbio il più intelligente e sveglio sarebbe quello emigrato. Si può desumere quindi dal ragionamento della Professoressa Signorelli che l’ambiente sociale “Calabria” anni ’50 fosse costituito da persone stupide. Parimenti, chi in questo momento dovesse emigrare verso altre nazioni per esprimere ciò che in Italia non può, è un eroe. Queste dichiarazioni, poste in essere anche da moltissime altre persone, potrebbero risultare le classiche banalità, chiacchiere da bar. Pronunciate tuttavia da una studiosa che ha avuto Cattedre ad Urbino, Napoli, Roma e facente parte della cosiddetta sinistra liberal, esse sono l’espressione di quel razzismo di chi odia l’Italia e gli italiani. Poco tempo fa, sempre su LA7, un altro “intellettuale” aveva ordito una sorta di ragionamento analogo: Carlo Verdone. Secondo l’attore, chi ora ha 18 anni e ovviamente la possibilità, dovrebbe lasciare subito il Paese, privo di tutte le opportunità necessarie per avviare una carriera. Anche in questo caso, l’affermazione è grave: Carlo Verdone ha avuto tutto il successo meritato in questo Paese, non in altri, così come la Signorelli è divenuta una studiosa qui, non altrove. La professoressa Signorelli è antropologa. Studierebbe cioè l’essere umano sotto diverse angolazioni: sociale, culturale, morfologico, psicoevolutivo, artistico-espressivo, filosofico – religioso e generalmente dal punto di vista dei suoi vari comportamenti all’interno di una società. Realizzare che gli italiani che lavorano e vivono in patria siano degli idioti, significa odiare il proprio popolo, non studiarlo da diverse angolazioni. E nel dichiararlo, lo fa subdolamente, senza offendere direttamente, usando sottili metafore. Saremo curiosi di sapere che cosa ne pensa la Signorelli dei calabresi attuali, contadini o meno. Il 21 febbraio è scomparsa un’altra antropologa, Ida Magli. Oscurata dalla contemporanea scomparsa di Umberto Eco, a lei non è stata tributato alcun omaggio. Eppure non è stata certa quella la motivazione. In realtà Ida Magli, antropologa culturale, amava l’Italia e l’Europa, ed era preoccupatissima del progetto unificatore europeo, fallito, fallimentare e risoltosi in una dittatura eurocratica. Era turbata dalla “distruzione” nella nostra civiltà, perpetrata da politiche dissennate. Lo ha espresso ovunque, in saggi e conferenze, semplicemente perché amava e voleva correggere in tempo gli errori. Non faceva parte della sinistra liberal, e quindi è stata isolata ed emarginata, pure da morta. L’opposto della Signorelli, che invoca un razzismo anti – italiano, auspicando che emigrino tutti, e che qui rimangano “più o meno gli idioti”. Solo un piccolo dettaglio: ma la professoressa, dove ha insegnato? Ad Harvard?

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