BRANCA BRANCA LEON LEON

«Avrete sentuto, suppongo, lo nome di Groppone da Ficulle. Groppone da Ficulle fue lo più grande capitan di Tuscia. E io son colui che con un sol colpo d’ascia lo tagliò in due. Lo mio nome – stare attenti! – lo mio nome est Brancaleone da Norcia!». Mezzo secolo di Brancaleone da Norcia e non sentirlo, condottiero di una vincibile armata di popolani medievali. Era il 1966 quando in Italia usciva un film, di Mario Monicellli, “L’armata Brancaleone”, con protagonista Vittorio Gassman destinato ad entrare nella storia della nostra cinematografia ma anche nell’uso della lingua visto che da allora “Armata Brancaleone” sarebbe diventato sinonimo di disorganizzazione, inconcludenza, comicità involontaria. Quel film trasformerà per sempre Vittorio Gassman in un divo popolare, togliendogli l’aura aristocratica da teatro, ed aprirà il gusto per la commedia picaresca (che Monicelli amava), andando in testa agli incassi dei botteghini.

 

L’Armata Brancaleone

ALLE CROCIATE

COMPIE 50 ANNI

Ci sono film che non invecchiano: provate e mostrare “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli (1966) a un ragazzo di oggi e otterrete le stesse emozioni, stupore, riso, empatia, curiosità, che in poche settimane ne fecero 50 anni fa un autentico fenomeno popolare.

ECCO LE SCENE PIU’ INTERESSANTI


 
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