DOVE SONO FINITI ?

 
 
 

IL TRIONFO DEL CAVALIERE

 
 
PRODI UMILIATO SI RITIRA
LA BINDI LASCIA 
BERSANI ANNUNCIA LE DIMISSIONI
 
 
Il Pd crolla a picco. Più passano le ore più cadono pezzi. E sono pezzi eccellenti. Dopo la bruciatura di Franco Marini e dopo il clamoroso flop di Romano Prodi (che ha annunciato il ritiro della sua candidatura a presidente della Repubblica), oltre ai padri nobili del Pd, anche Rosy Bindi ha deciso di farsi da parte. Il segretario Bersani si dimetterà subito dopo l’elezione del Presidente della Repubblica
 
 
Non serve ripetere che, a mio parere, a livello di Berlusconi non ce ne sono. Ciò che è riuscito a compiere dimostra una Genialità, una Intelligenza ed un intuito difficilmente imitabili. Da minoranza ha “imposto” (perché non c’è dubbio che sia stato lui) il Presidente della Repubblica evitandoci la probabile vittoria di Grillo e la iattura Rodotà. Ha spaccato il PD facendo dimettere tutta la classe dirigente a lui ostile e creando una frattura irrecuperabile col SEL. Riuscirà quasi sicuramente a “portare a casa” gran parte degli 8 punti del suo programma. Vorrò vedere, infatti, chi avrà il coraggio di votar contro alla riduzione dei parlamentari e dei loro stipendi e bonus, al superamento del “bicameralismo”, all’elezione diretta del Premier e del Capo dello Stato, alla riduzione del potere di Equitalia, all’abolizione dell’IMU ecc, ecc. Non credo potrà essere Grillo (che, avendo ben capito di essere stato battuto, evoca colpi di stato) e neanche il “nuovo”PD (che peraltro dovrebbe smentire Napolitano stesso e Violante). Nessuno quindi puo’ negare il “Grande Genio di Berlusconi”. Ben pochi (praticamente nessuno) riuscirebbero trasformare una sconfitta in una vittoria quasi totale, Lui si.
 
20/04/2013 – 18:15
Giorgio Napolitano al Quirinale con Laura Boldrini e Pietro Grasso
GIORGIO NAPOLITANO 
Eletto Presidente della Repubblica.
Per la prima volta nella Storia d’Italia un Capo della Stato è stato riconfermato.
E’ stato votato da Pd, Pdl, Lega e Scela Civica con 738 preferenze.
Stefano Rodotà da M5S e Sel (217)
 
. . .ED ORA DICIAMO
 
 Ed è implicito che il prolungamento di servizio non lo obbligherà a restare Prigioniero del Colle per altri sette anni. Resterà per il tempo necessario per salvare il Paese e rimettere la Democrazia su binari a prova di deragliamento. 
 
 
23 Aprile 2013
Il vero vincitore finora è Silvio Berlusconi. Il tracollo del Pd che ha sbattuto sul muro del Quirinale e la finta rivoluzione grillina non hanno fatto altro che rafforzare il centrodestra. Da giorni i sondaggi cominciano a dare un distacco netto tra il Pdl e il Pd. Il Movimento Cinque Stelle è in perenne calo e il risultato davvero magro raccolto in Friuli Venezia Giulia è il campanello d’allarme per la fine dell’era grillina. La bolla di Grillo pian piano si sgonfia per lasciar spazio ad un centrodestra che grazie a Silvio ha ritrovato se stesso. Lo testimoniano i numeri dell’ultimo sondaggio Sky Tecnè. Se si votasse oggi il centrodestra avrebbe una maggioranza schiacciante al Senato e alla Camera.

L’OSTRUZIONISMO GRILLINO E LA FIGURACCIA DEI DEMOCRATICI NELL’ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO PENALIZZANO LA SINISTRA

il Pd perde due punti, il M5S tre. In caso di elezioni il Centro Destra sarebbe tra il 37,7 e il 39%. Il Pdl da solo pesa il 30%, più di tutta la sinistra messa insieme

I SENDAGGI DI IERI 24.04.2013 A BALLARò

 28 APRILE 2013 ECCO IL NUOVO GOVERNO LETTA

Un’inversione di rotta. Il nuovo governo pone la parola “fine” a una stagione fatta di austerità e tasse. E lo fa in primis con un gesto eclatante e di pacificazione sociale: l’abrogazione dell’Imu sulla prima casa e la scongiura dell’aumento dell’Iva.

 

Presentandosi a Montecitorio per convincere il parlamento a votare la fiducia al nuovo governo, il presidente del Consiglio Enrico Letta torna a parlare di crescita, mercato di lavoro, imprese e giovani.

“Parlerò con il linguaggio sovversivo della verità per avere le spalle larghe e solide per reggere e far fronte al giudizio de parlamento”. Nell’intervento programmatico alla Camera, Letta tocca i punti cardine con cui l’esecutivo vuole lasciarsi alle spalle le misure recessive dei tecnici per aprire una stagione di crescita che traghetti il Belpaese fuori dalla crisi economica. Pur sapendo che la situazione economica è “ancora grave” e che “il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future”, il nuovo premier sa bene che le politiche di austerity non fanno certo bene alle imprese al tessuto industriale. Proprio per questo, nei prossimi giorni, inizierà neelle sedi europee dove andrà a proporre le strategie individuate dal governo per “arrivare alla crescita senza compromettere il risanamento della finanza pubblica”


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