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PENSATECI MOLTO

Documentario davvero stupendo ! Senza retoriche, tante informazioni corrette di ecosistemica, sistemi complessi, globalizzazione e rispetto per la vita e il pianeta A CUI APPARTENIAMO. Immagini aeree meravigliose ed artistiche, che fanno cogliere mille volte le somiglianze geometriche stratificate delle opere umane e di quelle dei microorganismi che hanno plasmato e creato il pianeta che ci siamo abituati ad abitare. Ottimo il modo in cui valorizza le nostre potenzialità e i nostri pericoli, in cui mostra come la nostra specie passa da costruire a sprecare, con ritmi e scelte non lungimiranti, non attente se non al guadagno veloce e a volte ciechi anche agli effetti più immediati .. foreste panacee che producono sostanze che il nostro corpo, le nostre cellule riconoscono, perchè fanno parte della stessa famiglia che attraversa millenni e milioni di anni..Impossibile non notare come dall’alto,le immagini delle nostre tracce che da costruttive mutano in distruttive, come il dilavamento di haiti e altre zone mutilate da una massiccia deforestazione, abbiano gli stessi colori e la stessa forma di ferite su un corpo sbranato e aggredito, o come le zone costiere d’america e canada dove filtrano e riscaldano sabbie costiere di profondità per ricavarne idrocarburi non abbiano più i sani colori verdeazzurri della vita microscopica e massiccia che sostiene, nutre e fa respirare tutte le specie “superiori”, ma i colori malsani di un pus purulento e inquinato, e denso di veleni che si diffondono effettivam ovunque. Ottimo il modo in cui non divide il progresso in bianco o nero, ma distingue questioni di ritmi e lungimiranza e la sensibilità critica con cui coglie la frenesia nello spreco di pochi e quella nell’ansia di sopravvivenza di molti. Alcuni già utilizzano e sostengono in modo autonomo città e isole intere combinando energie rinnovabili e non aggressive per l’ambiente circostante (non quanto la petrolchimica o il nucleare): sole, vento, maree, geotermico..Sono effettivamente evoluzione e progresso: perchè è trarre energia direttamente da loro e non dai resti fossili di forme di vita che hanno imparato molto prima di noi ad accumulare riserve di sole  quelle, più un utilizzo più consapevole di acqua, agricoltura e miniere già allungherebbe parecchio le nostre speranze di vita. Perchè per quante stragi di forme di vita compiamo, per quante malattie orride ci provochiamo da soli, per quanto ci accaniamo a violentare, squartare e ferire noi stessi e la nostra madre terra e la nostra famiglia biologica di cui siamo il figlio più giovane ma letale (come una massa di cellule tumorali o di virus, che hanno perso la sincronia tra loro e con l’organismo ospite), in realtà quelli in pericolo siamo noi: ci stiamo condannando da soli.Noi se non facciamo qualcosa di costruttivo scompariremo e la Terra, ferita e colma di cicatrici delle nostre stragi, ci sopravvivrà…piano piano, si colmerà di nuova vita, dimentica di questo strano figlio, meraviglioso ma cannibale, cullato in un tempo per noi infinito (100 MILIONI D’ANNI ABBIAMO, più o meno) ma per il nostro pianeta e i suoi ritmi d’esistenza, poco più di quel che sono per noi una manciata di minuti in un anno colmo di vita ed eventi.

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