ISOLA DI PASQUA

L’ISOLA DI PASQUA AL LARGO DELLE COSTE DEL CILE

E’ UN’ISOLA MISTERIOSA DA SEMPRE

Le sue statue allineate l’una accanto all’altra,  messe a guardia delle coste dell’isola, sono state nel corso dei secoli ispiratrici delle teorie più svariate. Chi e quando le ha realizzate ? Quale è il loro significato ?  Un altro mistero avvolge da sempre  i suoi abitanti che sembrano scomparsi nel nulla ?  I primi occupanti dell’isola sembra che avessero la pelle bianca e ciò implicherebbe origini etniche geograficamente piuttosto distanti. La teoria di Thor Heyerdahl, ricercatore norvegese e studioso della civiltà Rapanui, è che la prima etnia giunta sull’isola fosse il risultato di una mescolanza di civiltà nordiche, peruviane e polinesiane che avvalendosi di zattere approdarono su di essa dopo un lungo e difficile viaggio. Secondo molti storici i Rapa Nui così venivano chiamati gli indigeni isolani sarebbero letteralmente “MORTI DI FAME”, per aver sfruttato troppo intensamente le scarse risorse naturali dell’isola. Ma un articolo recentemente pubblicato sulla Rivista “PNAS”sembra suggerire, invece, che le vere cause del declino di questa popolazione siano state molto più complesse, e che più che la malnutrizione, a causarne la scomparsa siano state cause ancora ignote.

L’OMBELICO DEL MONDO

L’Isola di Pasqua, scoperta nel 1722 proprio il giorno di Pasqua dall’esploratore olandese Jacob Roggeveen, è oggi conosciuta anche con il nome con cui la chiamavano i nativi, ovvero Rapa Nui.

Questa terra, data la sua posizione, è la più sperduta del mondo in quanto si trova a circa 3500 chilometri di distanza dalle coste del Cile, immersa tra le celestiali acque dell’Oceano Pacifico. Il suo aspetto remoto la rende un gioiello incontaminato, un luogo che fa molto gola ai turisti desiderosi di scoprire cosa si nasconde dietro quelli che si possono definire i veri e propri padroni di casa ovvero i moai, statue di pietra ricavate da un unico blocco di tufo vulcanico, alte anche fino a 23 metri il cui peso può raggiungere le 86 tonnellate. La domanda sorge spontanea: come hanno fatto i locali a trasportare questi blocchi di pietra senza avere a disposizione grandi mezzi?

VIDEO CORRELATI

. . . COMUNQUE IL TURISMO E LA SPECULAZIONE SEMBRA AVER PREVALSO ANCHE IN QUESTO ULTIMO E SPERDUTO ANGOLO DEL MODO

 


 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: