LETTERA DI FERRARA A RENZI

 

Su Il Foglio di sabato 15 febbraio 2014, il direttore Giuliano Ferrara, in una lettera aperta, si rivolge al premier in pectore, Matteo Renzi. Una missiva lucida, dai toni pacati, in cui l’Elefantino consiglia all’ex sindaco di Firenze la strada da seguire. Pare soddisfatto di Renzi, Ferrara: “Mettere a soqquadro l’Italia per vent’anni non è stato invano, se alla fine il rinnovamento promette di manifestarsi con un trentenne che ha esordito con Mike Bongiorno, che è politicamente un self made man, che non ha paura delle giacche di Fonzie, di Briatore e della De Filippi, che ha detto e scritto e più volte quanto gli stiano sulle scatole gli atteggiamenti pregiudiziali di chi considera il Cav. un arcinemico…”.

Dritto per la tua strada – Ferrara è fiducioso, perché Renzi è qualcuno che “vuole realizzare qualcosa non ancora scritta negli annali del Novecento, con una mentalità decisionista e liberale insieme”. L’Elefantino poi avverte: “Non siamo tutti d’accordo sul fatto che tu ce la possa fare, che tu abbia le caratteristiche tutte giuste, età e santa inesperienza a parte. Siamo pronti a non fartene passare una che sia una”. Non manca poi un “in bocca al lupo”. Quindi Ferrara si “permette” di “suggerirti un comportamento che non potrai seguire…”. Il direttore è esplicito: “Fa’ un governo bipolarista. Un governo di staff, con i tuoi e quelli di cui ti fidi per competenza e soprattutto per generosità politica. Fa’ un governo monocolore, con contrattato. Niente streaming, niente negoziati fumosi. Niente trasversalismi che sappiano di un Letta bis”. Senza indugi, dunque, dritto per la sua strada.

Non scendere a compromessi – Ferrara prosegue: “Porta al presidente lo scioglimento della riserva e la lista dei ministri in tempi brevissmi, e porta in Parlamento il programma che come tu dici cambia verso all’Italia”. L’Elefantino, quindi, suggerisce il programma sul quale chiedere la fiducia, un programma “per sfruttare e consolidare la ripresa, per creare lavoro e ricchezza sociale e privata, per scommettere sul cambiamento delle istituzioni e delle vecchie cattive abitudini della Repubblica, per riprendere un posto onorevole e combattivo in Europa e nel mondo, e per riportare a casa i Marò”, sottolinea. L’Elefantino suggerisce anche una frase al premier-Renzi: “Perché io sì che non voglio governare ad ogni costo“. Il suggerimento, dunque, è quello di non scendere a compromessi, quello di chiedere una fiducia ai suoi uomini, alle sue idee.

Altrimenti le urne – “Fa’ così, Matteo, e vedrai – pronostica l’Elefantino – che la fiducia te la acccorderanno con numeri sorprendenti. E sennò, com’è nel tuo stile, la strapperai in leale competizione politica nelle urne. Oppure perderai una scommessa che valeva la pena di proporre, ma non ti impantanerai nelle sabbie mobili di una politica che può divorare dopo averlo bollito a fuoco lento anche un tipaccio come te”, conclude Ferrara, che conclude con “i più cordiali saluti”. 


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