MESSAGGIO DELL’ALDILA’

 

“Non ebbi fede nell’amore, il desiderio, il piacere, nella mia visione materialistica della vita, mi rese egoista nell’intimo del mio cuore, sicché cercai solamente il mio piccolo piacere e fui duro, quando qualcuno chiese il mio aiuto. Era la mia massima di vita, veramente triste: vivere nel godimento di cose materiali e mai rinunciare alla minima cosa in favore d’altri. Ora, senza nessuna possibilità di godere cose materiali, con il desiderio non ancora del tutto spento, anche se non può più essere soddisfatto. Questo è estremamente tormentoso, difficilmente riesco a spiegarlo nel suo orrore. Non è castigo di Dio, ma conseguenza di mia caratteristica, perciò ora sono in questo stato.Ma l’amore di Dio, splende come luce celeste in questa oscurità. E’ irradiato nel mio cuore, così che i compagni dell’oscurità non riescono più a tenermi in loro potere. Lo tentano continuamente, ma le loro ragioni non m’impressionano più e le loro offese non hanno più eco nel mio cuore. Credo all’amore di Dio, purtroppo con fede ancora fiacca, ma questa fiducia è già stata premiata. Mi rallegro del dono per il giusto orientamento interiore verso il mio destino. Questa è grazia di Dio, pensa a i figli, forse più a quelli traviati. Credo che anche il più miserabile sia oggetto prezioso per i suoi occhi, tanto prezioso che si stanca di stendere le sue braccia verso costoro finché non trovano la giusta strada e la felicità. Questo è il principio divino. Sono lieto di essere giunto a questa conoscenza. Ascolto ciò che mi dicono le alte guide. Loro vanno passo passo con me verso il mio rinnovamento interiore. In base alla loro esperienza terrena circa la conoscenza e consapevolezza universale, ora guidano qui nella vita i ciechi, segnando la strada che l’Amore divino ha impresso nel nostro spirito. Ora capisco che l’amore è decisivo, la gioia, la felicità e la pace sono impensabili senza amore.Mio compito dimostrare nella convivenza con i miei compagni, che interiormente sono diventato un altro. Questa è la prova sull’esempio. La teoria è parte, ma la pratica dimostra che è avvenuto un mutamento interiore. È mio e vostro interesse non difettare , come purtroppo avviene, anche qui, a buon proposito non segue l’azione. Perciò mi premunisco d’incontrare tutti con gentilezza anche se apostrofato con espressioni terribili; di non rispondere e non usare parole volgari o persino bestemmie, di non lasciarmi deviare dalle affermazioni che non esiste alcuna giustizia, ecc.Né mi lascio convincere di rinunciare agli esercizi (insegnamenti da parte degli abitanti delle sfere superiori), anche se mi deridono sempre di più. Sarebbero lieti che mi riducessi come loro, per ritrovarmi poi nel loro stato sensibile alla luce e nella più buia oscurità. Loro odiano la luce, perché il loro interiore è buio. Finché esiste questo stato, si è dolorosamente sensibili alla luce, come la luce solare agli occhi di un pipistrello.Purtroppo devo dire che neanche a me inizialmente piacque la luce, che mostrava inesorabile la verità. Cercai copertura. Particolarmente mi piacque paragonarmi a coloro che, secondo la mia opinione, valevano ancora meno di me… ma lentamente, con dolore ho dovuto capire. Quando aprii gli occhi all’amore, fui graziato dei miei terrori terreni, mi apparì del tutto chiaro alla coscienza. Seguì poi la mia dimenticanza del comandamento d’amore da me scarsamente considerato. Questa era la conoscenza fondamentale. Su questa potevo costruire, e quest’opera continua. E’ la mia esperienza interiore da quando sono qui, alla quale, corrisponde quella esteriore. L’oscurità e la miseria della mia esistenza inizialmente erano terribili. Da un po’ di tempo è molto più facile. La mia casa è diventata più chiara, il mio corpo comincia a splendere di più. Il mio vestito, in relazione al mio interiore, è integro, mentre gli spiriti oscuri vanno attorno con stracci lacerati, o più o meno rattoppati. L’esteriore qui corrisponde esattamente all’interiore, ben diversamente che nella vita terrena, dove il più grande furfante porta spesso i più bei vestiti. Questo è uno stato terrificante. Tuttavia coloro che si trovano qui ,ci si abituano e non pensano affatto a che cosa sia dovuta questa loro condizione. Ingannano se stessi: essi sono le vittime innocenti di selezione divina, che conduce alcuni per le loro circostanze di vita nella luce, ed altri caccia nell’oscurità.Questi sono modi di dire che qui si sentono di continuo. Li conosco abbastanza, li ho spesso pronunciati io stesso. Adesso però ho migliore conoscenza. Mi vergogno di non aver creduto nell’amore e il desiderio più ardente è di riguadagnare il tempo perduto. La mia casa non è più una mezza rovina, come le case della maggioranza di qui. È diventata ospitale e lo diverrà sempre più col mio progredire. Vorrei menzionare che ricevo visita del mio spirito-guida. Mi aiuta in ogni modo e io lo amo con tutta l’anima.Non possiedo alcun giardino. L’ambiente è deserto e vuoto. Non si vedono né alberi né piante di qualsiasi genere: soltanto montagne calde e pianure sterili ed incolte. Nella nostra notte non ci sono né stelle luminose, né chiaro di luna. Tutto è avvolto in uno scialbo crepuscolo, come in una nebbiosa e breve giornata d’inverno. Solo all’orizzonte si nota un tenue barlume, che può essere riflesso delle sfere di luce. I miei occhi sono spesso rivolti là, mi appare come promessa che anch’io una volta arriverò alla luce.Come vedi, la via dall’oscurità alla luce non è breve. Talvolta penso: potessi dirlo almeno a tutti coloro che credono che la vita terrena è da godersi egoisticamente. Forse sarebbero grati se fossero avvertiti. Naturalmente i più probabilmente non credono che dall’aldilà sia possibile un avvertimento. Un simile avvertimento lo lascerebbero in balìa del vento, con la facile scusa che nessuno è in grado di darne la prova, che è un’immaginazione che inibisce il godimento della vita. Lo so per personale esperienza. Ora vedo che non è immaginazione, ma realtà come ogni realtà terrena.Mi raccomando ad una vostra intercessione. Mi è assai preziosa e ve ne ringrazio anticipatamente.” Lorenzo

 Tratto da : LA VITA NELLE SFERE ASTRALI di

Carlo Splendore

 

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