NOTTI D’ESTATE AL SUD

Notti d’estate; sotto un cielo meridionale che incendia costellazioni e catapulta astri ribelli giù all’orizzonte fino a farli tuffare nel Mediterraneo, ecco le luci delle luminarie incendiare la piazza principale del paese per annunciare con clamore la Festa Patronale. Dai bianchi centri del Salento e della Murgia pugliese, dai grandi porti di mare da Bari a Napoli, dall’Appennino del Molise, Lazio, Abruzzo, Lucania, Irpinia, Cilento e Calabria tutta, dalla terra dell’Etna, Siracusa, Madonie e giù ancora fino agli arabeggianti borghi dell’estrema Sicilia orientale, l’anima tutta di un popolo si unisce orgiasticamente nell’atavico rito collettivo, miscuglio di sacro e profano, con il quale ci si propizia le Divinità del cielo per scacciare i mali degli uomini. Vibrano all’unisono le piazze del SUD al ritmo del tamburello e di danze liberatorie; suoni antichi resuscitano le anime degli avi con cui ci si riunisce per celebrare un’identità comune che a SUD rifulge ancora viva dopo 3.000 anni… risorge l’anima della Magna Grecia con la sua immortale eredità di sapere, cultura, civiltà, operosità ed integrazione pacifica dei popoli. Processioni rituali, retaggio di Dyonisos e delle sue baccanti, unitamente a balli catartici in cui sensuali figure femmili danzano la taranta, la tarantella e la tammurriata ci riportano a tempi antichissimi in cui la trance era il mezzo per liberarsi dal veleno dello stress, della malinconia e della depressione quotidiana fatta di duro lavoro. Per chi vive nel SUD l’estate è il tempo rituale in cui ricongiungersi al proprio cordone ombelicale dal quali non ci si è staccati mai, per chi invece vive lontano, ma anche per i tantissimi turisti, l’estate è il tempo della migrazione per tornare dalla madre che aspetta i suoi figli. In questi paesi riarsi dal Dio Sole si ritorna per celebrare il rito della rigenerazione alla vita, rito custodito nella Musica Popolare e nelle sue danze. Solo i suoni primordiali dei tamburelli ed i canti ancestrali delle melodie de gli avi hanno il potere di rendere sacro questo momento solenne che è la Festa del Paese, affrancando per altri 365 giorni il ciclo della nostra esistenza su questo pianeta sperduto nel cosmo. Nei perimetri delle mura dei paesi del SUD i Greci avevano magicamente allineato questa comunità agli astri dell’Orsa Maggiore ed a Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. La leggenda ed il mito rivivono in queste musiche con tutto il loro fascino e mistero di eternità.

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