ROMA INCENDIATA

 LA GUERRIGLIA DI ROMAGuerriglia black block a Roma, in 45 all'ospedale

DOPO QUANTO E’ SUCCESSO DOMENICA 16 OTTOBRE 2011

MARCELLO VENEZIANI FU CATTIVO O AUTOREVOLE PROFETA ?

Hanno messo a Ferro e Fuoco Roma.  Hanno devastato la Capitale. Hanno cercato di uccidere.  Eppure c’è chi ancora cerca di fornire delle giustificazioni all’ingiustificabile comportamento dei violenti che hanno trasformato il corteo degli indignati di sabato in un inferno.  C’è chi sostiene che non sia colpa loro, ma della società, del capitalismo, del fatto che oggi vivono peggio di quanto potessero permettersi i loro padri.  Peccato che oggi molti figli non possano godere dell’agio dei loro papà in tanti paesi del mondo e dell’Europa della crisi economica, e che però la guerriglia dello scorso week-end si è vista solo e soltanto in italia. 

From F.B. di Marcello Venziani

Se la sono presa anche con la “NOSTRA SANTA MADRE” che dire se non. . .

“SONO SCONCERTATO” 

CLICCARE SELL’IMMAGINE  

Black bloc distruggono la statua della Madonna

 
 
ALCUNI DEI COMMENTI PIU’ SIGNIFICATIVI CHE HO RICEVUTO
 Povera Madonnina mia, non penso che sarei stato evangelico con coloro che ti hanno fatto questo, come si può essere buoni e comprensivi su chi ti tortura tua madre in diretta.
Antonio Carbone
 
Dinanzi a questo scempio c’è solo da provare sgomento.
Ho scritto ieri: Il vilipendio dei simboli che rappresentano i sentimenti religiosi della gente è un atto di grande barbarie. La civiltà si misura col rispetto che si ha verso le scelt…e e la sensibilità del prossimo e, tanto più un simbolo richiama l’intimo desiderio di fede, tanto più dovrebbe subentrare il dovere del massimo rispetto. E’ stata un’azione che non può avere giustificazioni, se non nella miseria umana di chi pensa che, offendendo il prossimo, si possa realizzare il proprio desiderio di realizzarsi.
Questi episodi sono gli inconfutabili esempi dei disvalori che vengono inculcati, non perchè abbiano un fine materiale, ma per il gusto dell’odio. E’ come distruggere un giocattolo ad un bambino per il solo gusto di farlo, per arroganza, per ignoranza, per imbecillità, per odio, per brutalità d’animo.
Bestie! Solo bestie incapaci di essere uomini, frustrati dalla loro stessa viltà.
Vito Schepisi
 
 Comunque io confido nei giovani. Non nei giovani violenti o drogati, quelli sono i meno. Basterebbe non appoggiarli, isolarli e punirli e sparirebbero subito. I giovani quelli veri, quelli autentici, quelli sono la nostra forza, il nostro orgoglio e la nostra gioia. Io ho due ragazzi meravigliosi, con mogli e fidanzate meravigliose, i loro amici sono tutti persone splendide! Il mondo del futuro e’ questo!
Maria Grazia Repetto
 
 
19.06.2011
 UN INTERESSANTE INTERVENTO FATTO ALCUNI MESI FA
  Un Paese col vomito. Non riesco a trovare definizione più veritiera per riassumere il senso dell’Italia presente. Un continuo andar contro, sputare veleno, accanirsi e poi ballare sull’orlo dell’abisso. Non è un ritratto politico, limitato al bipolarismo feroce, ma umano. Un paese cattivo, a tratti violento, acido e avvelenato, che non crede a nulla se non alla necessità di massacrare quel che ritiene essere d’ostacolo alla sua vita felice. Solo per dirvi a Roma, c’è da avere paura: tre assassini atroci quanto insensati in un solo giorno, retate di ricchi disonesti, più guerre minori di rione, di condominio, in famiglia. C’è una ferocia diffusa, la bava alla bocca. Alternata ai deliri festosi: come i carri dell’europride, festa del pacchiano e dell’eccesso, fra travestiti, trans e gay. Mezzo carnevale di Rio, mezzi baccanali della romanità decadente, più tanto odio verso la Chiesa. Bis festoso e variopinto per i referendum. Feste & Vomito. Poi il calcio scommesse, e il fiume di viziose porcherie che attraversa il paese. E i blog, dove il Vomito è la sintesi di tutti gli odi e le frustrazioni accumulati nella suburra del web. Un insulto continuo, senza conoscere, senza capacità di criticare e distinguere. Ho smesso di leggerli perché a frequentare le bestie rischi di imbestiarti. Arrivo in un paese vicino Napoli, per parlare di unità d’Italia e attraversando il corso, mi dicono: vede, da questa parte del marciapiede è Nola, dall’altra parte è Cimitile. Due comuni in uno stesso viale. Perché non si uniscono? Si tratta solo di attraversare le strisce pedonali. No, «abbiamo storie e identità diverse ». E vogliamo parlare di unità d’Italia contro la secessione? Disunità, degrado, vomito. L’Italia cattiva. Sì, riformate il fisco ma non ci vuole anche altro, per frenare il vomito? Chi lo salva un paese così? O aspettiamo che i barbari, a milioni, vengano a sommergere questa civiltà morta, questo paese spento, festoso e depresso, che confonde il vomito col cibo, la realtà e la finzione, la libertà e il degrado? Lasciamo che ci invadano gli affamati, con la loro disperata vitalità? Noi siamo festosamente putrefatti.

ALTRI SUOI AUTOREVOLI INTERVENTI


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