SARCOFAGI GIGANTI DI

SAQQUARA

La necropoli di Saqqara, localizzata circa 30 km a sud di Il Cairo, è stata utilizzata come luogo di sepoltura per oltre 3500 anni per faraoni e loro familiari, nobili, generali, funzionari e animali sacrificati, sino ad essere soppiantata dalla necropoli di Giza. La necropoli di Saqqara restò sotto l’ombra della dimenticanza fino ai tempi recenti, quando Auguste Mariette,  egittologo francese, esplorò Saqqara nel 1850, riuscendo poi a portare alla luce, scavando, il viale di sfingi e, da quello, il Serapeo. Sei sfingi provenienti dal viale di accesso al Serapeo sono oggi custodite nel Museo del Louvre, a Parigi. Il sito, che secondo gli archeologici è ricco di misteri in quanto i monumenti oggi visibili rappresenterebbero solo una minima parte di quanto potrebbe ancora essere sepolto. La più antica e famosa piramide presente nel sito è quella del faraone Djoser, costruita da Imhotep, il primo architetto conosciuto della storia, gran sacerdote del dio Ra (Sole) e consigliere principale dello stesso Djoser. La piramide di Djoser, la sola piramide non quadrata, con una base rettangolare di circa 110 x 120 metri, venne eretta in più fasi, tramite la trasformazione di una mastaba in un complesso a 6 gradoni di mastabe degradanti e, al termine dei lavori, misurava 121 per 109,2 metri, con un’altezza di 60 metri. Nella sua concezione religiosa, doveva simboleggiare una scala, tesa verso il cielo, per permettere l’ascensione celeste del faraone verso il mondo degli dei. Al centro presentava un pozzo, profondo 28 metri, scavato nella roccia, nel fondo la camera mortuaria, rivestita di granito, chiusa ermeticamente da un blocco, anch’esso in granito, pesante 3 tonnellate e mezzo. I corredi funebri erano disposti in gallerie attorno alla camera, mentre una serie di pozzi verticali, allineati lungo il lato est della piramide, dava accesso alle tombe della famiglia del faraone. La piramide è il più importante edificio di un complesso funerario che comprendeva templi e altri edifici, occupando una zona di oltre 15 ettari, recintata da una muraglia alta circa 10 metri, edificata con il calcare della pietra di Tura nel modello definito “a facciata di palazzo”. Esisteva, oltretutto, un’unica vera porta di accesso al complesso, ma lungo la muraglia vi erano anche 14 false porte. L’area circostante la piramide a gradoni di Zoser è disseminata di un’altra decina di piramidi e un buon numero di tombe e templi funerari, pervenuti in differenti stati di conservazione. Molte piramidi edificate in epoca successiva a quella di Djoser risultano in buona parte danneggiate a causa dei metodi di costruzione meno avanzati impiegati durante il Medio Regno, quando l’economia dell’Antico Egitto si indebolì, ma la maggior parte di queste strutture a Saqqara sono comunque preservate nelle minime condizioni in modo da consentirne l’accesso. L’intero sito della necropoli di Saqqara è uno dei principali di tutto l’Egitto, ben meritevole di una visita da parte di chiunque sia interessato alla storia delle piramidi.

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