Durante la Seconda Guerra Mondiale, alcune tribù di aborigeni della Micronesia, che fino a quel momento storico non avevano mai avuto nessun tipo di interazione con l’uomo bianco, e che chiaramente non avevano mai visto dei velivoli aerei o delle navi da guerra, ebbero modo di osservare le flotte giapponesi e statunitensi scontrarsi in battaglie navali e trasportare grandi quantità di merci e cibo. Ebbene, al finire della grande guerra, quando le basi militari dell’Oceano Pacifico furono chiuse e di conseguenza cessò il rifornimento di merci, quelle remote tribù, diedero vita ad un nuovo culto religioso che chiamarono “Culto del Cargo”. Questa strana religione locale, divenuta famosa nel “mondo occidentale” soprattutto negli ultimi anni grazie ad alcuni documentari e a diversi articoli presenti su riviste e vari blog, nacque proprio per attrarre nuovamente quegli aerei e invocare nuove consegne di merci. I credenti del Culto del Cargo, istituirono rituali e pratiche religiose, come la riproduzione grossolana di piste d’atterraggio, aeroplani e radio. Inoltre, durante le loro cerimonie, venivano imitati i comportamenti osservati presso il personale militare che aveva operato sul luogo. Incredibilmente, i soldati americani divennero le loro divinità, proprio come accadde ai primi conquistadores che sbarcarono nel sud America dopo la sua scoperta ufficiale del 1492.Questo ci fornisce una chiara idea, di quale potrebbe essere le nostra reazione, o le conseguenze dell’arrivo di individui sconosciuti, e tecnologicamente più avanzati di noi. Probabilmente, come gli aborigeni del Pacifico o i popoli del Nuovo Mondo, anche noi crederemmo che quegli “strani” personaggi siano delle divinità, degli esseri superiori, degli extraterrestri. E questa convinzione sarebbe ancora più forte se fossimo vissuti in tempi antichi, o se abitassimo anche noi in regioni remote del mondo, dove i culti religiosi sono ancora molto sentiti e praticati