PENSIERO DEL MIO AMICO V. SCHEPISI

Non solo scontro di treni
di Vito Schepisi E’ un dolore immenso. Nella mia Puglia, tra gli ulivi e nella terra più generosa che esista. Non ho scritto una parola fino ad ora. Tutto mi è sembrato superfluo ed ogni parola sapeva di rituale e retorico, rispetto alla grande tristezza per la gravità del disastro e per le tragiche perdite. Il dolore possiede un magnetismo che è nell’insieme straordinario e orribile. In Puglia c’è un’attrazione speciale che ci unisce, perché è una terra che per genuinità e amore, per qualità e spontaneità, per bellezza e semplicità si colloca tra le più gradevoli e vivibili aree del mondo. Quello pugliese è, poi, un popolo capace di ritrovarsi con un solo gesto e un solo sguardo, e senza bisogno di tante parole: nessuna, pertanto, mi è sembrata adeguata, tanto meno quelle con cui reiterare i sentimenti di rammarico e di dolore che già scorrevano a fiumi nelle cronache giornalistiche di tv e giornali. C’è stato un impegno spontaneo di tutti. Nessuno si è tirato indietro. La partecipazione solidale dei pugliesi si è dimostrata ancora una volta superlativa. Medici, infermieri, volontari, donatori di sangue, autorità, forze dell’ordine, protezione civile, gente comune, tutti si sono impegnati con tutta la loro professionalità, con tutti i loro mezzi e con tutte le loro energie per prestare i soccorsi e per aiutare chi ne aveva bisogno. Ora si cercano le colpe e le responsabilità. Tecnologie obsolete? Errore umano? Guasto tecnico? … e giù con le ipotesi. E’ un film già visto con le solite parole, con il solito piglio, i soliti impegni e, per non farsi mancare nulla, con la solita “Commissione d’Inchiesta Parlamentare”. Ho paura che troveranno anche il povero diavolo su cui scaricare l’angoscia e le responsabilità di quanto è accaduto. Devo dirlo, fuori dai denti ma devo dirlo che questa è la gente che mi fa più paura. Questa mattina abbiamo letto sui quotidiani un intervento di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione con una riflessione che ritengo importante: “La tragedia – ha sottolineato Cantone – probabilmente è stata frutto di un errore umano, sarà la magistratura a stabilirlo, ma certamente è anche conseguenza di un problema atavico del nostro Paese, la difficoltà di mettere in campo infrastrutture adeguate. E uno dei motivi di questa difficoltà è da individuare proprio nella corruzione.” In Puglia da oltre 10 anni abbiamo assistito alla distruzione sistematica di ogni cosa: dalla Sanità ai Trasporti, dall’Agricoltura al Commercio, dall’Industria alla Pesca e all’Artigianato. Nello stesso periodo abbiamo visto disseminare sul territorio delle nostre colline, interrompendo lo sguardo sulla bellezza di paesaggi incantevoli, un numero incredibile di pale eoliche e abbiamo visto spiantare gli alberi e le coltivazioni per far posto a distese di pannelli solari. E’ sembrato un impegno assoluto che aveva il gusto dell’ossessione ideologica. La Puglia perdeva Pil, lavoro, ricchezza, ma produceva energia alternativa, incentivando un settore economico che spesso è entrato nel mirino della Commissione Antimafia. E’ in questa ottica che si devono leggere le responsabilità del disastro. Nella mancanza di attenzione, ad esempio, verso i trasporti che sono il polmone della vita sociale, del lavoro e degli scambi economico-commerciali di un Territorio. La linea ferroviaria Andria – Corato attendeva da anni il raddoppio dei binari. C’erano le disponibilità finanziarie e c’erano anche i fondi europei stanziati. I lavori dovevano essere eseguiti entro il 2015, ma, com’è oggi tragicamente evidente, non sono mai iniziati. Sarà solo necessario capirne le ragioni e, anche se sono pieno di dubbi, spero che qualcuno si impegni a farlo.
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