VAMPIRI

 

C’è sopra, sotto, dentro, intorno a questo mondo un altro mondo insospettabile.  Solo a volte lo ascoltiamo un po’ mormorare, frusciare e allora diciamo:

. . . MA SI …IO NON HO PAURA DI NULLA

B E N V E N U T O

Nell’HORROR

 SCONSIGLIATO SEVERAMENTE AI SOFFERENTI DI CUORE ED A TUTTE LE PERSONE FACILMENTE IMPRESSIONABILI

Il termine “vampiro” divenne popolare solo agli inizi del XVIII secolo, in seguito all’influenza delle superstizioni presenti nell’Europa dell’est e nei Balcani, dove le leggende sui vampiri erano molto diffuse. L’esatta etimologia del termine vampiro non è chiara. Tuttavia, è ragionevole pensare che possa derivare dal serbo вампир/vampir e che sia successivamente passato al tedesco vampir, al francese vampyre, all’inglese vampire (la cui prima apparizione del termine nell’Oxford English Dictionary risale al 1734) e all’italiano vampiro. Un’altra teoria, meno popolare, sostiene che il termine slavo derivi dal turco ubyr, che significa “strega”. In russo antico, il vampiro è detto inoltre Упирь (Upir’).Il concetto di vampirismo esiste da millenni; culture come quella mesopotamica, ebraica, greca e romana concepirono demoni e spiriti che possono essere considerati precursori dei moderni vampiri. Ad ogni modo, nonostante la presenza di creature simili ai vampiri in queste antiche civiltà, il folklore sui vampiri così come lo conosciamo oggi si è originato esclusivamente nell’Europa dell’est quando i miti della tradizione orale di numerosi gruppi etnici vennero messi per iscritto e pubblicati. Nella maggior parte dei casi, i vampiri sono creature malvagie, redivive, vittime suicide o streghe, ma possono anche essere cadaveri posseduti da spiriti malevoli o umani trasformati dopo essere stati morsi da altri vampiri.

Braham Stoker li ha descritti come CREATURE DELLE TENEBRE che si nutrono di SANGUE UMANO, sono quasi immortali, devono riposare nella loro patria, hanno lo sguardo ipnotico e dei poteri mentali sopranaturali.  Ma si ustionano con l’Acqua Santa o con altri oggetti consacrati. Odiano la luce del giorno e gli specchi, nei quali la loro immagine non viene riflessa. Essi possono solo morire con un paletto di legno, preferibilmente di frassino, infilato nel cuore

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